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1905 / Programmi Orestano
L'educatore con amore e dolcezza incoraggi
ognuno a manifestare sinceramente affetti, desideri e speranze,
a far uso franco e aperto delle libertà di pensiero
e di azione"
(Guido Baccelli, Premesse ai programmi del 7.12.1894)
I programmi Orestano rispondono all'esigenza di ripensare
l'attività scolastica della scuola elementare a seguito
della legge dell'7 luglio
1902 , che proibisce il lavoro dei minori prima dei 12
anni, e della legge Orlando
dell'8 luglio 1904, che conseguentemente estende l'obbligo
scolastico dai 10 ai 12 anni e istituisce, oltre ai quattro
anni di scuola elementare per tutti (due di corso inferiore
e due di corso superiore), un corso popolare di due anni "
per fornire ai giovanetti del popolo preparazione al lavoro
e sottrarli alla strada".
I programmi Orestano citano i precedenti programmi
Gabelli e Baccelli,
ma in realtà se ne discostano profondamente.
Già la legge del 1904 aveva dato una doppia finalità
all'istruzione elementare:
· quella di preparare in modo compiuto agli studi secondari
nei primi quattro anni;
· quella di dare un'istruzione concreta a chi non prosegue
gli studi ma, dopo i due anni di scuola popolare, viene avviato
al lavoro.
L'Orestano distingue tra :
· l'istruzione formale "diretta a disciplinare
e sviluppare le facoltà mentali dell'alunno",
costituita dall'insegnamento di lingua, aritmetica, geometria,
calligrafia e disegno
· gli insegnamenti speciali, costituiti da nozioni
di storia, geografia, e nozioni varie.
L'istruzione formale viene sviluppata nei primi quattro
anni ed è diretta a preparare chi prosegue gli studi;
gli insegnamenti speciali vengono sviluppati nel corso popolare
"per dare quelle cognizioni di cui l'operaio che le frequenta
ha bisogno nel lavoro e nella vita".
La scuola popolare si rivela essere una scuola senza sbocchi
che ha il compito di rendere effettivo l'obbligo scolastico
e di avviare i ragazzi a occupazioni manuali. Non a caso la
V e la VI classe vengono affidate di norma a un solo insegnante,
hanno un orario ridotto a 15 ore settimanali per 150 giorni
all'anno.
Cambia la finalità della scuola, ma cambia anche l'impianto
pedagogico. I programmi Gabelli e Baccelli vengono criticati
dall'Orestano perché vaghi, senza capire che essi erano
incentrati su una metodologia attiva e sperimentale, e al
loro posto vengono date indicazioni minuziose anno per anno,
materia per materia, in cui l'aspetto informativo-nozionistico
prevale su quello formativo.
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Andare
a scuola, nel tempo...
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