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SCHEDE D'INFORMAZIONE SUI RISCHI DI INCIDENTE RILEVANTE PER I CITTADINI ALCOA TRASFORMAZIONI S.r.l.
Via dell'Elettronica 31 e 33
FUSINA (VE)
Nome della società:
Stabilimento/Deposito di: ALCOA TRASFORMAZIONI S.r.l.
Via dell'Elettronica 31 e 33
FUSINA (VE)
La Società ha presentato la notifica prescritta dall'art. 6 del D.Lgs 334/99
La Società ha presentato il "Rapporto di Sicurezza" prescritta dall'art. 8 del D.Lgs 334/99
Responsabile dello Stabilimento e portavoce Dott. Antonio Serra
Direttore di Stabilimento
tel. 041-2917111
fax 041-2917250
SEZIONE 3
DESCRIZIONE DELLE ATTIVITÀ SVOLTE
NELLO STABILIMENTO
Le attività nello stabilimento si possono suddividere come di seguito descritto:
- ricevimento materie prime;
- conversione dell'energia elettrica;
- produzione degli anodi per la conduzione delle celle elettrolitiche;
- acquisto da fornitori esterni dei catodi;
- produzione dell'alluminio elettrolitico;
- fusione dell'alluminio;
- altre attività e servizi generali.
Lo stabilimento occupa complessivamente un'area di oltre 82 ettari, così ripartiti:
- totale superficie - 821552 m2
- totale superficie coperta - 110760 m2
- totale superficie scoperta - 710792 m2
Lo stabilimento è raggiungibile dalla strada statale Romea SS 309 in località Malcontenta attraverso via dell'Elettronica.
Lo stabilimento dispone di raccordo ferroviario derivato dal raccordo base di Porto Marghera collegato alla ferrovia dell'ente FFSS e di banchina in cemento armato su pali a quoata + 2,5 m s.l.m. della lunghezza di ca 165 m per 26,5 m di larghezza prospiciente il canale sud che ha larghezza utile di 60 m e pescaggio di 33 piedi.
Per quanto riguarda le distanze minime riferite al perimetro dello Stabilimento, si forniscono di seguito i principali riferimenti:
| INSEDIAMENTO |
DISTANZA |
| Venezia (Piazzale Roma) |
Ca. 9000 m |
| Malcontenza |
Ca. 2500 m |
| Moranzani |
Ca. 250 m |
| Marghera (zona abitata) |
Ca. 4000 m |
| Strada Statale 11 Padova |
Ca. 2500 m |
| Strada Statale Romea 309 |
Ca. 2500 m |
| Autostrada VE/MI |
Ca. 7000 m |
Le distanze dell'impianto rispetto agli impianti adiacenti:
| IMPIANTI |
DISTANZA (m) |
| Impianto Cracking (CR) |
450 |
| Centrale Enel di Fusina |
50 |
| Impianto di termodistruzione AMAV |
200 |
| Deposito DECAL |
300 |
| Impianto TDI, Produzione toluendisocianato |
600 |
Nel raggio di 5 Km dal baricentro dello Stabilimento ricade la zona abitata di Marghera e Malcontenta (dal perimetro dello stabilimento alle prime abitazioni la distanza minima è di ca. 500 m.).
Lo Stabilimento dista circa 11 Km in linea retta direzione Nord-Est dall'aeroporto più vicino (MARCO POLO - VENEZIA) e rientra nelle zone prescritte dalle norme I.C.A.O. (International Civil Aviation Organization) per quanto concerne il piano per l'atterraggio ed il decollo di velivoli dall'aeroporto stesso.
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SEZIONE 4 
SOSTANZE E PREPARATI SUSCETTIBILI DI CAUSARE
UN EVENTUALE INCIDENTE RILEVANTE
| Nome comune generico | Classificazione di pericolo | Principali caratteristiche di pericolosità |
Max quantità presente (t) |
CRIOLITE BAGNO ELETTROLITICO | 
Tossico

Pericoloso per l'ambiente |
R 48/23/25 Tossico: pericolo di gravi danni alla salute in caso di esposizione prolungata per inalazione ed ingestione
R 51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico |
830 |
| OSSIGENO | 
Comburente | R 8 Comburente |
0,58 |
GPL gas petrolio liquefatto | 
Facilmente infiammabile
| R 12 Estremamente infiammabile |
17 |
Olio combustibile BTZ | 
Tossico

Pericoloso per l'ambiente
| R 45 Può provocare il cancro
R 51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
|
150,0 |
GASOLIO per riscaldamento e autotrazione | 
Pericoloso per l'ambiente
| R 40 Possibilità di effetti irreversibili
R 51/53 Tossico per gli organismi acquatici, può provocare a lungo termine effetti negativi per l'ambiente acquatico
R 65 Nocivo: può causare danni ai polmoni in caso di ingestione |
52,0 |
ALCOOL ETILICO denaturato | 
Facilmente infiammabile | R 11 Facilmente infiammabile |
0,175 |
SEZIONE 5 
NATURA DEI RISCHI DI INCIDENTI RILEVANTI
| Sostanza |
Comportamento Chimico/fisico |
| CRIOLITE |
E' un sale di Fluoro, Sodio e Alluminio; si presenta come solido polverulento di colore bianco/rosa, inodore.
Il punto di fusione è superiore a 1000° C; la densità è pari a circa 1,9 Kg/dm3 (densità apparente 1, 1/1,3 Kg/dm3).
Non è combustibile, non è soggetto a fenomeni di instabilità in condizioni ordinarie. |
| BAGNO ELETTOLITICO |
E' una miscela di criolite, fluoruro di alluminio, con una concentrazione di criolite non superiore al 60%. E' presente allo stato fuso, oppure come solido compatto, in pezzi grossolani o polverulento. Non è combustibile, non è soggetto a fenomeni di instabilità in condizioni ordinarie.
Prove sperimentali recentemente condotte dalla società ALCOA hanno evidenziato le seguenti caratteristiche tossicologiche riportate anche nella scheda di sicurezza del bagno elettrolitico:
Tossicità orale LD50 > 2000 mg/Kg
Tossicità per inalazione LC50 > 2,808 mg/L. |
| GPL |
E' presente come gas liquefatto in pressione; non è soggetto a fenomeni di instabilità.
E' un gas più pesante dell'aria ed è costituito da una miscela di Propano e Butano, in caso di rilascio tende a rimanere radente al suolo. In caso di rilascio il liquido evapora rapidamente formando miscele infiammabili con l'aria. E' incolore, ma in presenza di umidità produce nebbie. |
| GASOLIO |
E' presente in fase liquida; aspetto: liquido, densità pari a circa 0,82/0,86 kg/dm3.
Punto di infiammabilità minimo: 55° C, punto di ebollizione > 220° C.
Non può dare origine a fenomeni di instabilità nelle condizioni normali di T e P di stoccaggio o impiego nei bruciatori. |
| METANO |
E' presente come gas in pressione; non è soggetto a fenomeni di instabilità.
E' un gas più pesante dell'aria, in caso di rilascio tende a rimanere radente al suolo. In caso di rilascio forma miscele infiammabili con l'aria. E' incolore, ma in presenza di umidità produce nebbie. |
| OLII BTZ |
Vengono utilizzati per alimentare i forni di cottura anodi e fonderia. Non può dare origine a fenomeni di instabilità nelle condizioni normali di esercizio e di stoccaggio o impiego ai forni e in fonderia.
Con il piano di metanizzazione in atto verranno a breve eliminati i due serbatoi che alimentano i forni di fonderia. |
| Incidente | Sostanza coinvolta | Note |
| ESPLOSIONE |
GPL |
Evento originato dalla presenza di miscela infiammabile nella fase gas contenuta nel serbatoio di stoccaggio o manichetta di travaso. |
| INCENDIO | GPL |
Evento originato dalla fuoriuscita accidentale della sostanza in fase liquida e che da luogo alla formazione di una pozza evaporante con successiva ignizione. |
| METANO |
Evento originato dalla fuoriuscita accidentale della sostanza in fase gas che da luogo alla formazione di un getto di gas infiammabile. |
| GASOLIO |
Evento originato dalla fuoriuscita accidentale della sostanza in fase liquida e che da luogo alla formazione di una pozza evaporante con successiva ignizione. |
| OLII BTZ |
Evento originato dalla fuoriuscita accidentale della sostanza in fase liquida e che da luogo alla formazione di una pozza evaporante con successiva ignizione. |
| RILASCIO IN AMBIENTE | CRIOLITE BAGNO ELETTROLITICO | Evento originato dalla fuoriuscita accidentale della sostanza in fase di lavorazione e che non ha effetti rilevanti nell'attività. |
SEZIONE 6 
TIPO DI EFFETTI PER LA POPOLAZIONE E PER L'AMBIENTE
I possibili danni a cui potrebbero essere esposti i soggetti presenti sono quelli conseguenti la inalazione di tossico e quelli conseguenti la esposizione a radiazioni termiche, l'estensione fisica massima delle aree a rischio, stimate dall'Azienda nel Rapporto di sicurezza D.lgs. 334/99 è la seguente:
Allo scopo semplificativo e per rendere più facile la sintesi dei risultati delle valutazioni, si è scelto di rappresentare le conseguenze riferendosi alle seguenti aree:
Aree di pericolo associabili a 3 fasce d'interesse principale
Aree di attenzione associabili a 2 fasce d'interesse secondarie
Di seguito si riportano le descrizioni delle Aree e i limiti di concentrazione associabili:
DISPERSIONE
AREA DI AZIONE - LC50(30 min) - corrisponde alla concentrazione letale per il 50% delle persone esposte per un tempo limite di 30 minuti;
AREA DI CONTROLLO - LC01 (30 min) - corrisponde alla concentrazione letale per per lo 0,1% delle persone esposte per un tempo limite di 30 minuti;
AREA DI RISPETTO - I.D.L.H. (30 min) - Fonte N.I.O.S.H. (Immediatly Dangerous to Life or Healt) - corrisponde al livello massimo di concentrazione al quale un individuo può essere esposto per un tempo massimo di 30 minuti senza subire effetti irreversibili alla salute.
IRRAGGIAMENTO
37 kw/m2: irraggiamento termico in grado di provocare danni gravi alle strutture ed alle apparecchiature per brevi periodi di esposizione;
12,5 kw/m2: irraggiamento termico capace di provocare elevata letalità per operatori esposti;
7,5 kw/m2: irraggiamento termico a cui si ha il limite di letalità per operatori esposti;
5 kw/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni irreversibili agli operatori esposti;
3 kw/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni reversibili agli operatori esposti;
In caso di FLASH-FIRE le distanze di danno per irraggiamento si riferiscono conservativamente ad una concentrazione della nube pari a LFL ed LFL/2.
La soglia di elevata letalità per operatori esposti è corrispondente al reggiungimento dell'LFL (Lower Flammability Limit, limite inferiore di infiammabilità).
La soglia di inizio letalità per operatori esposti è corrispondente al raggiungimento dell'LFL/2.
La distanza relativa a 1/2 LFL permette infatti di individuare il punto più lontano in cui si può assumere di trovare un punto di innesco.
Si potrebbe infatti verificare una dispersione disuniforme a causa della natura del terreno o di eventuali ostacoli, con formazione di sacche in grado di innescarsi più lontano. In tal caso la fiammata potrebbe coinvolgere tutta la nube oppure limitarsi alla sacca senza ulteriore estensione del fenomeno.
Inconsiderazione della brevissima durata del fenomeno, effetti significativi sul personale esposto si potranno verificare soltanto nell'area all'interno del profilo di isoconcenrazione relativo al LFL/2.
SOVRAPRESSIONE
Per il riferimento dell'esplosione si è scelto di sintetizzare le conclusioni riferendosi ancora a zone di danno; per descrivere meglio l'entità delle conseguenze e valutare la possibilità di interazioni si è anche. scelto di considerare una gamma più vasta di soglie, riferite alla sovrapressione; che vengono riportate nella tabella seguente, tratta da "Unconfined Vapor Cloud Explosion" di K. GUGAN (1978).
ZONA 1: area in cui si può avere deformazione di apparecchi e strutture in acciaio
(soglia di sovrapressione 0,3 bar ca. 30.000 Pa);
ZONA 2: area in cui si può avere deformazione grave di muratura in calcestruzzo non dimensionata "blast proof'"
(soglia di sovrapressione 0,2 bar ca. 20.000 Pa);
ZONA 3: area in cui si può avere deformazione di tubazioni, serbatoi atmosferici, muratura civile
(soglia di sovrapressione 0,1 bar ca. 10.000 Pa);
ZONA 4: area in cui si possono avere danni riparabili a muratura, deformazioni pannelli, danni a strumentazione
(soglia di sovrapressione 0,03 bar ca. 3.000 Pa);
ZONA 5: area in cui è da attendersi la rottura di vetri e finestrature
(soglia di sovrapressione 0,02 bar ca. 2.000 Pa).
Di seguito si riportano le magnitudo degli eventi incidentali identificati
Conseguenze del Top Event n° 1
| IDENTIFICAZIONE SCENARIO INCIDENTALE (rilascio di GPL da manichetta di travaso) |
| Apparecchiatura coinvolta |
Manichetta |
| Sostanza coinvolta |
GPL |
| Pressione di rilascio |
10 bar |
| Temperatura di rilascio |
30° C |
| Diametro di apertura |
0,05 m (pari al diametro della manichetta in fase liquida) |
La valutazione delle conseguenze richiede di stimare la possibilità di formazione dì una nube di miscela esplosiva, con la valutazione degli effetti di un jet fire Flash fire e un'esplosione UVCE.
Le conseguenze dell'evento incidentale sono riassunte di seguito:
Irraggiamento prodotto da jet fire lungo l'asse del jet
37 kW/m2: irraggiamento termico in grado di provocare danni gravi alle strutture ed alle apparecchiature per brevi periodi di esposizione (sul cono di fiamma);
12,5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare elevata letalità per operatori esposti (sul cono di fiamma);
7,5 kW/m2: irraggiamento termico a cui si ha il limite di letalità per operatori esposti (sul cono di fiamma);
5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni irreversibili agli operatori esposti (ca.1 m dal cono di fiamma);
3 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni reversibili agli operatori esposti (ca.10 m dal cono di fiamma).
Irraggiamento da Flash fire:
Fatale per il 50% degli esposti fino a 50 m
Ustioni di 1° grado fino a 73 m
Sovrapressione prodotta da esplosione UVCE
ZONA 1: area in cui si può avere deformazione di apparecchi e strutture in acciaio
(soglia di sovrapressione 0,3 bar ca. 30.000 Pa) (distanza ca. 30 m);
ZONA 2: area in cui si può avere deformazione grave di muratura in calcestruzzo non dimensionata "blast proof"
(soglia di sovrapressione 0,2 bar ca. 20.000 Pa) (distanza ca. 40 m);
ZONA 3: area in cui si può avere deformazione di tubazioni, serbatoi atmosferici, muratura civile
(soglia di sovrapressione 0,1 bar ca. 10.000 Pa) (distanza ca. 80 m);
ZONA 4: area in cui si possono avere danni riparabili a muratura, deformazioni pannelli, danni a strumentazione
(soglia di sovrapressione 0,03 bar ca. 3.000 Pa) (distanza ca. 240 m);
ZONA 5: area in cui è da attendersi la rottura di vetri e finestrature
(soglia di sovrapressione 0,02 bar ca. 2.000 Pa) (distanza ca. 360 m).
Conseguenze del Top Event n° 2
| IDENTIFICAZIONE SCENARIO INCIDENTALE (rilascio di GPL da linea di fondo serbatoio) |
| Apparecchiatura coinvolta |
Serbatoi |
| Sostanza coinvolta |
GPL |
| Pressione di rilascio |
4 bar (a seconda della stagione) |
| Temperatura di rilascio |
20° C |
| Diametro di apertura |
0,015 m (pari al diametro della linea in fase liquida) |
| Portata efflusso |
3,5 Kg/s di GPL max |
Le conseguenze dell'evento incidentale sono riassunte di seguito:
Irraggiamento prodotto da jet fire lungo l'asse del jet
37 kW/m2: irraggiamento termico in grado di provocare danni gravi alle strutture ed alle apparecchiature per brevi periodi di esposizione (sul cono di fiamma);
12,5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare elevata letalità per operatori esposti (sul cono di fiamma);
7,5 kW/m2: irraggiamento termico a cui si ha il limite di letalità per operatori esposti (sul cono di fiamma);
5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni irreversibili agli operatori esposti (ca.1 m dal cono d1 fiamma);
3 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni reversibili agli operatori esposti (ca. 10 m dal cono di fiamma).
Irraggiamento da flash fire:
Ustioni di 1° grado fino a 50 m
Sovrapressione prodotta da esplosione UVCE
ZONA 1: area in cui si può avere deformazione di apparecchi e strutture in acciaio
(soglia di sovrapressione 0,3 bar ca. 30.000 Pa) (distanza ca. 7 m);
ZONA 2: area in cui si può avere deformazione grave di muratura in calcestruzzo non dimensionata "blast proof"
(soglia di sovrapressione 0,2 bar ca. 20.000 Pa) (distanza ca. 10 m);
ZONA 3: area in cui si può avere deformazione di tubazioni, serbatoi atmosferici, muratura civile
(soglia di sovrapressione 0,1 bar ca.10.000 Pa) (distanza ca. 20 m);
ZONA 4: area in cui si possono avere danni riparabili a muratura, deformazioni pannelli, danni a strumentazione
(soglia di sovrapressione 0,03 bar ca. 3.000 Pa) (distanza ca. 70 m);
ZONA 5: area in cui è da attendersi la rottura di vetri e finestrature
(soglia di sovrapressione 0,02 bar ca. 2.000 Pa) (distanza ca. 110 m)
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Conseguenze del Top Event n° 3
| IDENTIFICAZIONE SCENARIO INCIDENTALE (perdita di metano da linea distribuzione fuoriterra) |
| Apparecchiatura coinvolta |
Linea distribuzione |
| Sostanza coinvolta |
metano |
| Pressione di esercizio media |
2,5 bar |
| Diametro della tubazione media pressione |
200 (8") |
| Pressione di esercizio bassa |
0,4 bar |
| Diametro della tubazione bassa pressione |
50 (2") |
| Temperatura di esercizio |
18° C |
| Diametro del foro equivalente |
0,010 m |
La valutazione delle conseguenze per questa ipotesi di incidente è stata condotta assumendo che la perdita possa generarsi in più punti della tubazione di collegamento a varie pressioni di esercizio (2,5 bar media pressione e 0.4 bar linee di adduzione gruppo di riduzione bassa pressione).
Per quanto riguarda la possibile formazione di miscela esplosiva: si è quindi applicato un modello adatto per rilasci ad alta velocità (JET) che ha fornito i seguenti dati:
|   |
LEL Limite Inferiore di infiammabilità |
UEL Limite Superiore di infiammabilità |
Massa in campo di infiammabilità (Kg) |
| Rilascio a 2.5 bar |
ca. 1.2 m |
ca. 0.4 m |
0.02 |
conclusioni:
37 kW/m2: irraggiamento termico in grado di provocare danni gravi alle strutture ed alle apparecchiature per brevi periodi di esposizione (sul cono di fiamma);
12,5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare elevata letalità per operatori esposti (sul cono di fiamma);
7,5 kW/m2: irraggiamento termico a cui si ha il limite di letalità per operatori esposti (sul cono di fiamma);
5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni irreversibilli agli operatori esposti (ca. 1 m dal cono di fiamma);
3 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni reversibili agli operatori esposti (ca.10 m dal cono di fiamma).
Le zone di irraggiamento pericolose che possono determinare un eventuale effetto domino (propagazione per contatto) sono stimate nel raggio di 4 m distanza riferita ad ambienti aperti, pertanto. ipotizzando una cintura di sicurezza di ca. 10 m lungo tutta la linea di metano non sono ipotizzabili coinvolgimenti tali da danneggiare per effetto domino le installazioni adiacenti alla linea.
Sono invece da ritenere verosimili. in caso di prolungato ritardo nel attuazione del piano di emergenza di stabilimento. possibili effetti termici sfavorevoli nelle zone limitrofe al flusso incendiato.
Conseguenze del Top Event n° 4
| IDENTIFICAZIONE SCENARIO INCIDENTALE (rilascio di Gasolio da manichetta di travaso (area 151)) |
| Apparecchiatura coinvolta |
Manichetta di travaso |
| Sostanza coinvolta |
Gasolio |
| Pressione di rilascio |
ambiente |
| Temperatura di rilascio |
20° C |
| Tensione di vapore |
4000 Pa |
| Dimensioni area di contenimento |
30 m2 |
L'ipotesi sulla quale sono stati applicati i modelli prevede il rilascio di Gasolio da manichetta con coinvolgimento, cautelativo, di una area pari a 30 m2 per un tempo valutato nell'intorno dei 10 minuti.
Le dimensioni dello spanto sono stimate considerando le pendenze presenti nell'area di travaso .
Utilizzando il modello di calcolo per le portate di evaporazione in fase stazionaria (con la massima superficie della pozza ed in condizioni di velocità del vento e stabilità stazionarie) si sono ottenuti valori di evaporazione pari a 0,29 kg/s.
Con questo valore si è proceduto alla stima della dispersione, soprattutto per indagare sulla eventuale formazione di una miscela infiammabili.
I risultati del calcolo, effettuato con il modello HUANG (nell'opzione sviluppata per la dispersione da pozza di sostanze con basso rateo di evaporazione), evidenziano che le concentrazioni corrispondenti alle aree di Azione (LCSO), Controllo (LCO1) e Rispetto (IDLH) rimangono nelle immediate vicinanze del rilascio (ca. 5 m).
La stima degli effetti connessi con l'eventuale innesco dei vapori ed il conseguente incendio della pozza, effettuata mediante il programma di calcolo dell'irraggiamento basato sugli algoritmi sviluppati dall'SRD inglese, ha fornito le seguenti conclusioni:
| Altezza della fiamma |
42 m |
| Burning rate |
0,096 Kg/s |
| Angolo di inclinazione della fiamma |
36° |
Le zone interessate dall'irraggiamento sono sintetizzate nella tabella seguente:
37 kW/m2: irraggiamento termico in grado di provocare danni gravi alle strutture ed alle apparecchiature per brevi periodi di esposizione (adiacente la fiamma);
12,5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare elevata letalità per operatori esposti (ca. 14 m dalla fiamma);
7,5 kW/m2: irraggiamento termico a cui si ha il limite di letalità per operatori esposti (ca.26 metri dalla fiamma);
5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni irreversibili agli operatori esposti (ca. 37 m dalla fiamma);
3 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni reversibili agli operatori esposti (ca. 54 m dalla fiamma).
L'irraggiamento derivante dall'incendio della pozza, (stimato cautelativamente considerando un'area di intervento maggiore dì quella in grado di formarsi effettivamente) , avrà effetti solo sulle strutture e sulle tubazioni che si trovano nelle immediate vicinanze (circa 15 metri dalla fiamma).
Va comunque precisato che, nel caso di accadimento di un evento quale quello ipotizzato, il tempestivo intervento del personale preposto all'esercizio permetterebbe l'intercettazione della manichetta entro tempi dell'ordine di qualche minuto, con una notevole riduzione della durata dell'evento ed una conseguente mitigazione degli effetti.
Conseguenze del Top Event n° 5
| IDENTIFICAZIONE SCENARIO INCIDENTALE (rilascio di BTZ da linea di fondo serbatoio) |
| Apparecchiatura coinvolta |
Serbatoio D51 o D52 |
| Sostanza coinvolta |
Olii BTZ |
| Pressione di rilascio |
ambiente |
| Temperatura di rilascio |
20° C |
| Diametro dei serbatoi |
4,90 m |
| Altezza serbatoi |
7,78 m |
| Capacità del serbatoio |
100 mc cad |
| Diametro equivalente del foro d'uscita |
0,015 m |
| Portata evaporazione |
0,029 |
| Tensione di vapore |
100 Pa |
| Dimensioni bacino di contenimento |
20 x 10 m |
| Altezza del bacino di contenimento |
1 m |
La durata del rilascio può essere valutabile in ca. 10 minuti data la presenza di personale in reparto e di strumentazione di intercetto rapido presente in questa sezione.
La valutazione delle conseguenze è stata effettuata considerando una portata di rilascio pari a 0.33 kg/s con una velocità di efflusso di ca. 1.9 m/s.
Per quanto riguarda le caratteristiche della sostanza che fuoriesce in condizioni non critiche si è ipotizzato il rilascio sul bacino di contenimento senza considerare il rilascio di vapori di olio nell'ambiente che data la bassa tensione di vapore sono di poca rilevanza nel computo della dispersione dei vapori totali emessi dalla pozza.
Tale condizione determina una superficie di coinvolgimento stimata cautelativamente in tutta l'area del bacino di contenimento con una portata di evaporazione pari a 0,029 kg/s
Dall'analisi effettuata risulta che i quantitativi di sostanza evaporata non sono .tali da determinare masse in campo di infiammabilità tali da pregiudicare la sicurezza ambientale.
Più realisticamente si può ipotizzare, nel caso di innesco fortuito, un incendio della pozza i cui effetti sono di seguito riportati:
| Altezza della fiamma |
18 m |
| Burning rate |
0,061 Kg/m2s |
Le zone interessate dall'irraggiamento sono sintetizzate nella tabella seguente:
37 kW/m2: irraggiamento termico in grado di provocare danni gravi alle strutture ed alle apparecchiature per brevi periodi di esposizione (adiacente la fiamma);
12,5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare elevata letalità per operatori esposti(adiacente la fiamma};
7,5 kW/m2: irraggiamento termico a cui si ha il limite di letalità per operatori esposti (ca. 1 metro dalla fiamma);
5 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni irreversibili agli operatori esposti (ca. 8 m dalla fiamma);
3 kW/m2: irraggiamento termico capace di provocare lesioni reversibili agli operatori esposti (ca. 18 m dalla fiamma).
L'irraggiamento derivante dall'incendio quale quello ipotizzato, avrà effetti solo sulle strutture e sulle tubazioni che si trovano nelle immediate vicinanze.
Conseguenze del Top Event n° 6
| IDENTIFICAZIONE SCENARIO INCIDENTALE (rottura cella) |
| Apparecchiatura coinvolta |
Celle elettrolisi |
| Sostanza coinvolta |
Bagno elettrolitico |
| Pressione di rilascio |
atmosfera |
| Temperatura di rilascio |
1000° C |
Il rilascio di bagno elettrolitico può essere riassunto nelle seguenti situazioni:
lo scarico avviene a bassa velocità, in zona contenitiva;
lo scarico si raffredda velocemente e si solidifica;
la durata del rilascio è ridotta ed è dimensionata al volume del bagno elettrolitico che cade e solidifica nel bacino di contenimento
Non è prevedibile nessuna conseguenza che possa determinare un incidente rilevante.
Misure di prevenzione e sicurezza adottate:
Dal punto di vista impiantistico, gli impianti sono dotati di strumentazione automatica per il controllo dei parametri di processo nonché di sistemi strumentali di allarme concepiti e realizzati per mantenere l'impianto nel corretto campo di funzionamento, sono inoltre adottate le seguenti precauzioni:
Progettazione eseguita secondo norme internazionali standardizzate e molto restrittive;
connessioni realizzate riducendo il più possibile le flangiature e/o gli stacchi di collegamento per le sostanze infiammabili favorendo tubazioni saldate e radiografate;
adozione di valvole ad alta affidabilità; scelta accurata dei materiali ed adozione di sovraspessori di corrosione adeguati e cautelativi.
Sotto il profilo operativo la sorveglianza continua da parte del personale turnista, la manutenzione giornaliera di routine e quella programmata per gli interventi più radicali, l'ispezione predittiva delle tubazioni e quella programmata per gli apparecchi, eseguite da personale specializzato e l'esistenza di un servizio di tecnologia, minimizzano la probabilità di accadimento di un incidente rilevante.
Tutto il personale destinato ad operare in reparto, prima di essere inserito nella mansione è affiancato da un operatore esperto, per un adeguato periodo di tempo.
I sistemi di allarme e/o blocco ed in generale tutte le apparecchiature sono controllate ed ispezionate dalla funzione di manutenzione esistente nell'insediamento.
Una revisione completa degli allarmi, blocchi e delle principali macchine è comunque effettuata a fermata periodica delle celle.
Allo scopo di garantire la sensibilizzazione e la formazione professionale degli addetti tutto il personale destinato ad operare sull'impianto, prima di essere inserito nell'organico effettivo, viene affiancato da personale più esperto che provvede ad un efficace istruzione operativa nelle varie funzioni esplicitate in impianto e comunque la sorveglianza di un responsabile Assistente incaricato di tale incombenza.
Vengono inoltre effettuate riunioni antinfortunistiche di Reparto e prove simulate di emergenza.
Corsi di addestramento e formazione, anche con la partecipazione di consulenti specialisti esterni (appartenenti a1 Corpo dei Vigili del Fuoco), sono tenuti al personale dei diversi livelli.
SISTEMI ANTINCENDIO. La rete antincendio che serve agli impianti in oggetto, del tipo sempre in pressione è direttamente collegato alla rete antincendio generale.
Per la protezione contro gli incendi l'impianto è dotato di:
- ESTINTORI
- IDRANTI
- IMPIANTI FISSI
La verifica della funzionalità ed efficienza delle attrezzature antincendio dell'impianto viene eseguita ogni 6 mesi a cura del servizio manutenzione / utilities / antincendio e ambiente.
All'interno della palazzina direzione presente nell'area laminatoio è presente una infermeria dotata di idonee strutture per un primo soccorso e di autoambulanza.
In orario giornaliero è sempre presente un medico mentre gli infermieri (6 in totale) sono disponibili 24 ore su 24 .
SEZIONE 7 
Mezzi di segnalazione di incidenti
Le modalità di segnalazione incidenti sono quelle previste dal piano di emergenza interno di stabilimento, esse consistono nel contattare il numero telefonico interno dedicato alle emergenze con la conseguente diffusione dell'allarme ai presidi di sicurezza sempre operativi (24 ore al giorno) e la attivazione delle procedure previste dal piano stesso, che prevedono l'allertamento di quanti si trovino all'interno dello stabilimento a mezzo sistema interfonico e di sirene. In caso di emergenze gravi lo stabilimento informa a mezzo telefono:
- Prefettura di Venezia;
- Sindaco di Venezia;
- Comando provinciale VV.F di Venezia;
Comportamento da seguire
Ricordiamo che i modelli matematici utilizzati dimostrano che, per gli eventi incidentali ipotizzati gli effetti di un evento incidentale non coinvolgono l'esterno dello stabilimento, a titolo cautelativo si ritiene comunque opportuno suggerire alla popolazione in linea di massima i seguenti comportamenti che l'Autorità competente ha già diffuso attraverso documenti illustrativi alla popolazione.
Di seguito sono riportati alcuni elementi citati nei suddetti documenti informativi:
Se non ci si trova nell'area direttamente interessata dalla nube di dispersione allontanarsi rapidamente dallo stabilimento;
Interrompere l'erogazione di gas domestico all'abitazione, spegere i fuochi, evitare di fumare.
Chiudere le finestre se si avvertisse senso di irritazione alla gola e/o agli occhi, proteggere con un panno bagnato la bocca e il naso, disattivare i sistemi di ricambio d'aria, sintonizzarsi su una stazione radiofonica locale.
Seguire le indicazioni date dalle autorità competenti, non usare il telefono lasciando la linea libera per comunicazioni d'emergenza.
Mezzi di comunicazione previsti
Le comunicazioni relative all'emergenza sono diffuse dallo stabilimento a:
- Personale dello stabilimento ( a mezzo interfono, radiotelefoni, sirene)
- Autorità pubbliche preposte (a mezzo telefono / fax)
Non è prevista alcuna comunicazione rivolta alla popolazione essendo questo un compito che compete alla pubblica Autorità.
Presidi di Pronto Soccorso
Infermeria dello stabilimento.
All'interno della palazzina direzione presente nell'area laminatoio è presente una infermeria dotata di idonee strutture per un primo soccorso e di autoambulanza.
In orario giornaliero è sempre presente un medico, mentre gli infermieri (6 in totale) sono disponibili 24 ore su 24.
Presidi esterni allo stabilimento:
Presidi esterni abilitati alle prestazioni di pronto soccorso sono identificati presso l'ospedale civile di Mestre.
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