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Manifesto della prima mostra sul progetto del Bosco di Mestre
Un sogno per Mestre da oltre dieci anni

L’idea di dotare Mestre di un grande bosco periurbano nasce negli anni ’80, nell’ambito dell’Azienda Regionale delle Foreste, di cui Gaetano Zorzetto era consigliere. Contrapponendosi, nel 1984, alla proposta di costruire il nuovo ospedale vicino al boschetto di Carpendo, il movimento ambientalista ottiene l’impianto, da parte dell’ARF, del nuovo Bosco di Carpendo, cui seguirà il Bosco dell’Osellino.
Il PALAV (Piano di Area per la LAguna di Venezia), approvato dal Consiglio Regionale nel 1991 individua ad est di Mestre un’area di circa 1000 ettari su cui realizzare il Bosco di Mestre.
Nel 1992 la Regione Veneto, responsabile per il disinquinamento della Laguna in base alla legislazione speciale per Venezia, riconosce l’azione depurativa che gli alberi esercitano sui corsi d’acqua e destina al Bosco di Mestre un cospicuo finanziamento. Altri finanziamenti, erogati dalla Regione per incentivare la forestazione di aree agricole, vengono utilizzati da alcuni proprietari, tra cui la Fondazione Scientifica Querini Stampalia che pianta 20 ettari: nascono così alcuni nuclei boscati su aree private.
Un vasto movimento di opinione, guidato in particolare dai club service di Mestre, mantiene viva l’idea del Bosco presso la cittadinanza: questo movimento darà vita, nel 2001, all’Associazione per il Bosco di Mestre.
Tra il 1995 ed il 1999 il Comune di Venezia si dota di un nuovo Piano Regolatore Generale, che prevede 1.200 ettari di Bosco, in parte pubblico in parte privato, quest’ultimo reso conveniente da appositi incentivi urbanistici. Dal 2005, con l’approvazione regionale, il Piano Regolatore è entrato in vigore.
Dal 2001 il Comune di Venezia attiva un apposito ufficio, dedicato alla promozione del Bosco, al quale destina il 20 per cento dei proventi ricavati dalla nuova edificazione (oneri di urbanizzazione secondaria). Nel 2005 l’ufficio viene trasformato in Istituzione per il Bosco di Mestre. La Immobiliare Veneziana mette a disposizione un’area di circa 7 ha a Campalto, per farne un bosco aperto al pubblico su progetto di A. Kipar.
Nel 2003 il Comune acquisisce dalla Fondazione Querini Stampalia l’usufrutto trentennale di 200 ettari di terreno agricolo, per farne un bosco aperto al pubblico.
Nel 2004 il Consiglio Comunale approva il Piano Guida per la sistemazione a bosco delle aree Querini e ne inizia la realizzazione, insieme a quella di una rete di percorsi naturalistici ciclabili nel verde, che colleghino il Bosco alla città.
Continua intanto l’opera di promozione del Bosco presso i privati, attraverso iniziative di comunicazione rivolte agli agricoltori e di promozione di attività complementari, utili ad aumentare la convenienza per i privati a realizzare il bosco.
 
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